356 minuti. Tanto è durato il digiuno di Gonzalo Higuain dal gol. Un tempo lungo per un attaccante abituato a stabilire dei primati per il numero di reti segnate. Un tempo quasi interminabile, in cui l’argentino si è logorato e ha subito le critiche di chi pensa di possedere la verità assoluta tra numeri statistici e improvvisata psicologia calcistica. Il numero 9 della Juventus ha sofferto in silenzio con una rabbia quasi troppo contenuta. L’iroso argentino aveva abituato tutti ai suoi scatti istintivi come in occasione del dito medio indirizzato alla curva spagnola, durante la partita col Barcellona. Il gesto era rimbalzato subito tra le principali news Juventus. Si temeva un’escalation di azioni poco pensate da parte del Pipita. Invece Massimiliano Allegri e la società bianconera sono riusciti a contenere l’impazienza funesta dell’argentino predicando calma. Il tecnico toscano lo ha lasciato riposare, preferendogli Mario Mandzukic nelle ultime due partite e lasciando in panchina il talento 29enne, costato 90 milioni e con all’attivo 293 gol in 583 gare ufficiali, fra club e Nazionale. La rosa bianconera offre però tante alternative: per un Higuain in pausa, ci sono Dybala, Mandzukic, Cuadrado, Pjanic e tutti gli altri che pensano ad incrementare lo score. Tanto è bastato per il ritorno del Pipita.
La partita con l’Olympiakos, secondo match del Gruppo D nella fase a gironi della massima competizione europea, si stava mettendo male per i bianconeri. L’unico risultato possibile per la Juventus era la vittoria, ma nonostante i numerosi assalti nella prima frazione di gioco, i bianconeri non erano ancora riusciti a bucare la porta del miracoloso Proto. Poi è toccato ad Higuain scendere in campo e provare a riscattarsi. E l’argentino lo ha fatto mettendo a segno la rete che ha sbloccato di fatto la partita. Permettendo così alla Juventus di imporsi per 2 a 0 sulla squadra greca e di portare a casa tre punti fondamentali per la classifica del girone. Un urlo liberatorio, grintoso, pieno di tutta la rabbia repressa, poi l’abbraccio con i compagni, a testimonianza di un supporto reciproco che va oltre ogni risultato. Gonzalo Higuain ha risposto così ai giornalisti, ai detrattori, agli addetti ai lavori, agli antijuventini, ai suoi ex tifosi. Ha ricordato a tutti che ogni calciatore, prima di essere una macchina da gol, è un uomo, con debolezze e periodi bui. Ha dimostrato alla Juventus che il suo apporto resta fondamentale. Ha ripagato la fiducia che i tifosi bianconeri non gli hanno mai fatto mancare, nonostante le difficoltà. Perché quando tiri le somme a fine stagione, non conta il numero dei gol fatti, ma contano i gol che quella stagione l’hanno cambiata.
Alessandra Curcio
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