Dare l’addio a una realtà importante come la Ferrari non è semplice, non sempre è facile ammetterlo ma a volte è inevitabile farlo.
La Ferrari è certamente una delle case automobilistiche più importanti, che spesso guardiamo con ammirazione sapendo di non avere la possibilità di non guidarne una, ma solo di vederla da lontano. Questo non può che valere anche per la Formula Uno, dove può vantare una storia lunghissima e prestigiosa, nonostante il titolo manchi addirittura dal 2007.
Avere la possibilità di gareggiare con una “Rossa” non può quindi che essere motivo di orgoglio per un pilota, per questo non può che esserci il desiderio di fare il possibile per ripagare la fiducia del team. Non sempre però le cose vanno come si vorrebbe, per questo a volte è inevitabile accettare di dover dire addio a un ambiente in cui comunque ci si è trovati bene.
A volte le cose nella vita non vanno come si vorrebbe, è inevitabile però accettare la situazione nonostante sia normale avvertire uno stato d’animo simile. Questa è certamente la sensazione che si trova a vivere Carlos Sainz, che sa già da qualche settimana di dover lasciare Maranello a fine stagione, per essere sostituito da uno dei più grandi della storia, Lewis Hamilton.
Sentirsi amareggiati è più che normale, soprattutto perchè nelle ultime gare lui stesso ha mostrato le sue doti, riuscendo addirittura a fare meglio del compagno di squadra Charles Leclerc, che è stato invece confermato. Venire a conoscenza delle intenzioni della scuderia ha generato in lui una forte afflizione, nonostante questo lui si sta dimostrando un vero professionista.
A parlare per lui sono i numeri: lo spagnolo è quarto in campionato ad appena quattro lunghezze di distanza dal compagno di squadra Charles Leclerc pur avendo disputato un GP in meno, la gara in Arabia Saudita, perché fermo a causa dell’appendicite. Numeri quindi di tutto rispetto, che confermano quanto lui non abbia molto da invidiare al monegasco. “Non mi sono sentito molto apprezzato come mi sarebbe piaciuto quando mi hanno detto che non avrei potuto continuare con la Ferrari – ha ammesso in un’intervista a ‘La Repubblica’ -. Tra gennaio e febbraio ho vissuto un periodo difficile, ho saputo che sarebbe arrivato Hamilton al mio posto e che il mio futuro sarebbe cambiato”.
Chiudere al meglio rappresenta il suo prossimo obiettivo: “Non cambierò la mia maniera di lavorare, darò tutto. Ho cercato di concentrarmi sul fatto di poter vestire ancora la tuta rossa. Finché sarà così, darò il massimo. Qualsiasi cosa succeda nei prossimi 5 o 10 anni, ho guidato la rossa e ci ho vinto, un sogno che non cambierei con niente” – ha concluso.
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